{"id":9148,"date":"2023-07-15T21:14:20","date_gmt":"2023-07-15T19:14:20","guid":{"rendered":"http:\/\/discompose.unina.it\/notizie-catastrofiche-tra-leuropa-e-latlantico\/"},"modified":"2023-07-15T21:22:57","modified_gmt":"2023-07-15T19:22:57","slug":"notizie-catastrofiche-tra-leuropa-e-latlantico","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/discompose.unina.it\/it\/notizie-catastrofiche-tra-leuropa-e-latlantico\/","title":{"rendered":"Notizie catastrofiche tra l\u2019Europa e l\u2019Atlantico"},"content":{"rendered":"<p>I ricercatori di DisComPoSE hanno animato una sessione del convegno <em>La cultura italiana del Settecento e le sue connessioni transnazionali<\/em>, organizzato il 20-22 giugno 2023 a Napoli nell\u2019ambito delle attivit\u00e0 del progetto internazionale <a href=\"https:\/\/cla.csulb.edu\/the-clorinda-donato-center-receives-neh-grant-for-new-project\/).\"><em>Rethinking Eighteenth-Century Italian Culture and Its Transnational Connections<\/em><\/a> realizzato dalla California State University, Long Beach, in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 di Napoli Federico II.<\/p>\n<p>Il progetto, guidato da <strong>Clorinda Donato<\/strong> (CSULB) e <strong>Pasquale Palmieri<\/strong> (UniNa) mira a studiare i documenti che testimoniano l\u2019importanza dell&#8217;Italia nel panorama culturale transnazionale del XVIII secolo. Uno dei principali obiettivi \u00e8 la selezione di una rosa di testi italiani salienti del XVIII secolo che non sono mai stati tradotti in inglese o necessitano di essere ritradotti e corredati di un apparato scientifico.<\/p>\n<p>Preziosi a questo scopo saranno le migliaia di testi e immagini raccolti, schedati e analizzati nell\u2019ambito del progetto DisComPoSe. Di come cambiano le ragioni e i modi di comunicare le notizie sui disastri naturali tra la fine del XVII secolo e la seconda met\u00e0 del XVIII, si \u00e8 discusso durante la sessione presieduta da <strong>Anna Maria Rao <\/strong>che ha visto la partecipazione di quattro membri dell\u2019equipe guidata da <strong>Domenico Cecere<\/strong>.<\/p>\n<p>Una delle ipotesi di fondo delle ricerche DisComPoSe \u00e8 l\u2019idea secondo cui, sin dall\u2019inizio dell\u2019et\u00e0 moderna, le calamit\u00e0 siano state potenti generatori di discorsi e che il verificarsi di eventi straordinari luttuosi sia stata l\u2019occasione di conflitti di interpretazione tra istituzioni, gruppi e forze sociali antagonistiche.<\/p>\n<p>Nel suo intervento <em>Notizie catastrofiche tra l&#8217;Europa e l&#8217;Atlantico<\/em>, Cecere si \u00e8 soffermato sulla competizione tra ordini religiosi per la promozione dei propri santi alla gloria degli altari a ridosso di eventi calamitosi. Durante i processi di circolazione di informazioni all\u2019esterno degli apparati di governo, i disastri naturali narrati finiscono per essere totalmente trasfigurati, decontestualizzati, per diventare il mero scenario nel quale operano figure eroiche di santi e di uomini delle istituzioni. Tali eventi perdono i propri contorni specifici per diventare manifestazioni dello scatenamento degli elementi della natura per effetto della collera divina, e quindi occasioni per l\u2019azione delle forze celesti, o di determinate forze sociali di cui le comunit\u00e0 hanno invocato la protezione.<\/p>\n<p>L\u2019evento viene raccontato con l\u2019obiettivo d\u2019impressionare i lettori\/ascoltatori piuttosto che d\u2019informarli per mettere in risalto le iniziative del vicer\u00e9 e degli ordini religiosi che si riteneva avessero risparmiato alla citt\u00e0 sciagure peggiori.<\/p>\n<p>Cecere ha, inoltre, mostrato come nel corso del XVIII secolo emerga una nuova sensibilit\u00e0 nel raccontare l&#8217;esperienza di una catastrofe. L&#8217;eccezionalit\u00e0 dei fenomeni naturali descritti, il carattere patetico delle testimonianze riportate, la gravit\u00e0 dei danni esposti modificarono la percezione dei disastri e indussero alcuni <em>philosophes<\/em> e uomini politici a prospettare la possibilit\u00e0 di una rigenerazione, quasi di una palingenesi dopo la catastrofe. La percezione della sofferenza collettiva e della desolazione delle regioni colpite stimol\u00f2 una ricerca di senso che, secondo questi osservatori, poteva essere individuata nella possibilit\u00e0 di un futuro migliore. La <em>tabula rasa<\/em> prodotta da un disastro poteva diventare l&#8217;occasione per avviare progetti di trasformazione urbana, che portassero con s\u00e9 piani di riforma o addirittura di rigenerazione della societ\u00e0 e della morale.<\/p>\n<p>Gli interventi di <strong>Annachiara Monaco, Antonio Perrone <\/strong>e <strong>Umberto Signori<\/strong> hanno messo in evidenza <em>La circolazione di conoscenze naturalistiche nella tarda et\u00e0 moderna attraverso i documenti della Collezione Sismica<\/em>, conservati presso la Societ\u00e0 Napoletana di Storia Patria. Questo fondo, che risale a met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, costituisce una raccolta unica per conoscere come generazioni diverse hanno vissuto e raccontato terremoti ed eruzioni vulcaniche e come gli scienziati nel corso del tempo hanno utilizzato e interpretato queste testimonianze.<\/p>\n<p><strong>Umberto Signori<\/strong> ha presentato due esempi cinquecenteschi della catastrofe nota come Monte Nuovo, per spiegare come un disastro naturale potesse essere rappresentato in una pluralit\u00e0 di forme. Le prime due edizioni dell&#8217;opera a stampa del medico e filosofo Simone Porzio mostrano come, attraverso un&#8217;interpretazione naturalistica e metaforica della catastrofe, gli editori abbiano dato pi\u00f9 spazio alla necessit\u00e0 di fornire un resoconto incentrato sull&#8217;osservazione diretta dell&#8217;evento, probabilmente per soddisfare l\u2019insolita curiosit\u00e0 che il fenomeno aveva suscitato.<\/p>\n<p>Il manoscritto incompiuto del trattato di sismologia del medico napoletano Cola Anello Pacca, invece, crea un senso di straniamento nel lettore moderno che cerca di interpretarne l&#8217;approccio metodologico. Se, da un lato, l&#8217;autore mette in relazione l&#8217;evento con quanto autorevoli studiosi del passato avevano scritto sui terremoti, prestando grande attenzione alle fonti impiegate; dall&#8217;altro, il testo propone una dimensione del meraviglioso secondo forme pi\u00f9 legate alla circolazione delle notizie. Pacca, in particolare, propone lunghe narrazioni storico-geografiche che caratterizzeranno i testi sui disastri successivi, almeno fino all&#8217;et\u00e0 dei lumi.<\/p>\n<p><strong>Antonio Perrone<\/strong> ha esaminato le <em>Rime d&#8217;Illustri Ingegni Napoletani<\/em>, un&#8217;antologia del 1633 conservata nel medesimo catalogo, mettendo in evidenza come l\u2019interesse per i fenomeni naturalistici nel XVII secolo trovasse forma soprattutto nella poesia, dando vita a un importante connubio di scienza e letteratura. Il documento, che contiene rilevanti testi sull&#8217;eruzione vesuviana del 1632, infatti si pone al centro di una cospicua attivit\u00e0 editoriale dedicata alle catastrofi (si pensi anche che la silloge condivide alcuni testi con la pi\u00f9 celebre <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/scelta-di-poesie-nell-incendio-libro-vari\/e\/9788849867541\"><em>Scelta di poesie nell&#8217;incendio del Vesuvio<\/em><\/a>. I volumi di poesia della Collezione Sismica sono tra i primi componimenti della poesia napoletana dei disastri, un genere editoriale che caratterizzer\u00e0 l&#8217;intero Barocco meridionale.<\/p>\n<p>Infine, <strong>Annachiara Monaco<\/strong> ha messo a fuoco le caratteristiche linguistiche delle relazioni dedicate alle eruzioni vesuviane, analizzando un campione di testi pubblicati all&#8217;indomani dell&#8217;evento del 1631. Tali documenti avevano come obiettivo quello di informare il lettore e, al contempo, coinvolgerlo emotivamente esaltando la straordinariet\u00e0 e la novit\u00e0 del disastro, considerato segno dell&#8217;ira di Dio. Monaco ha, inoltre, sottolineato come nel corso del Settecento, la dimensione informativa e patetico-morale tipica delle relazioni seicentesche sulle eruzioni del Vesuvio perde la sua preminenza e le relazioni diventano sempre pi\u00f9 un contenitore atto a raccogliere osservazioni ed esperienze di carattere scientifico.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/discompose.unina.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Programma-Accademia-Pontiniana.pdf\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Vai al Programma dell&#8217;evento<\/span><\/strong><\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-9126\" src=\"http:\/\/discompose.unina.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_20230620_160334-200x150.jpg\" alt=\"\" width=\"744\" height=\"558\" srcset=\"http:\/\/discompose.unina.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_20230620_160334-200x150.jpg 200w, http:\/\/discompose.unina.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_20230620_160334-1030x773.jpg 1030w, 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