{"id":6382,"date":"2020-12-07T18:18:57","date_gmt":"2020-12-07T17:18:57","guid":{"rendered":"http:\/\/discompose.unina.it\/7-dicembre-2020-la-memoria-dei-salvati\/"},"modified":"2023-02-23T15:12:22","modified_gmt":"2023-02-23T14:12:22","slug":"7-dicembre-2020-la-memoria-dei-salvati","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/discompose.unina.it\/it\/7-dicembre-2020-la-memoria-dei-salvati\/","title":{"rendered":"La memoria dei salvati"},"content":{"rendered":"<p>Lo studio delle emergenze di massa, specie negli ultimi decenni, ha richiamato l\u2019attenzione di numerosi studiosi che, attraverso metodologie disciplinari differenti, hanno esaminato l\u2019impatto e l\u2019elaborazione del trauma da parte dei sopravvissuti. Su questi temi si \u00e8 concentrato il Prof. Fausto Greco durante il seminario <em>La memoria dei salvati. Wiesel e Levi di fronte agli oppressori<\/em> che si \u00e8 tenuto online il giorno 7 dicembre 2020.<\/p>\n<p>Lo studioso ha focalizzato l\u2019attenzione sul rapporto tra oppressi e oppressori nel Dopoguerra ripercorrendo la vasta letteratura di Elie Wiesel, protagonista e testimone del grande genocidio degli ebrei. Nelle sue numerose memorie sulla Shoah, pubblicate tra il 1958 e il 2011, Wiesel, infatti, descrive in chiave autobiografica, la sua drammatica esperienza all\u2019interno dei campi di sterminio. In modo particolare nel romanzo <em>La notte<\/em> (edito nel 1958 e tradotto in ben 30 lingue), l\u2019autore evidenzia il contrasto tra l\u2019infanzia vissuta serenamente a <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sighetu_Marma%C8%9Biei\">Sighetu Marma\u021biei<\/a>, un villaggio dell\u2019attuale Romania, allora facente parte del territorio ungherese, e la brutale deportazione ad Auschwitz avvenuta appena sedicenne, nel 1944, insieme alla famiglia. In una sorta di flusso di coscienza, Wiesel ripercorre la crudezza e le barbarie cui \u00e8 costretto ad assistere durante il suo internamento.<\/p>\n<p>Punto centrale nei diversi scritti dell\u2019autore \u00e8 il riferimento polemico nei confronti di Dio; di fronte allo scenario apocalittico, Wiesel, infatti, inizia a dubitare della sua fede, fino a quel momento solida. Impossibile risulta per l\u2019autore continuare a pregare e ringraziare Dio per la vita concessa e per ogni aspetto quotidiano quando questi appare completamente indifferente alla distruzione e alla violazione dei diritti dell\u2019umanit\u00e0. Un\u2019altra costante nella letteratura di Wiesel \u00e8 il sentimento di vendetta nutrito nei confronti del Kapo responsabile della morte del padre, ucciso di fronte al figlio che, terrorizzato, assiste immobile. Altro tema fortemente presente e strettamente connesso all\u2019ultimo \u00e8 il senso di colpa tanto individuale \u2013 nei confronti del padre per non averlo salvato dalla crudezza del suo aggressore \u2013 quanto collettivo che Wiesel attribuisce alle vittime dell\u2019olocausto. L\u2019autore, infatti, sottolinea come la grande colpa del sistema nazista fosse quello di aver generato nei sopravvissuti ai lager un trauma ben pi\u00f9 profondo rispetto a quello elaborato durante altri eventi catastrofici: come gli altri ex deportati, Wiesel, infatti, afferma di aver sviluppato un\u2019accusa contro s\u00e9 stesso, nella convinzione di aver meritato l\u2019olocausto per l\u2019aver condotto una vita disonorevole e pertanto di essere persino meritevole della punizione divina.<\/p>\n<p>La conoscenza della formazione e del retroterra intellettuale di Wiesel risulta cos\u00ec fondamentale per comprendere la sua testimonianza, oggi tra le pi\u00f9 note insieme a quella di Primo Levi. La sua ricostruzione degli eventi, senz\u2019altro oggettiva, \u00e8 tuttavia ricca di contenuti e rinvii soggettivi, che derivano dall\u2019esperienza del singolo e che, associata a esperienze analoghe vissute anche in altre parti del mondo e in altre epoche storiche, rendono la sua memoria un\u2019importante fonte per la ricostruzione e l\u2019elaborazione del trauma.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-6373\" src=\"http:\/\/discompose.unina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/locandina-Lezione-7-dic-2020_Greco-104x150.png\" alt=\"\" width=\"218\" height=\"314\" srcset=\"http:\/\/discompose.unina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/locandina-Lezione-7-dic-2020_Greco-104x150.png 104w, http:\/\/discompose.unina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/locandina-Lezione-7-dic-2020_Greco-768x1110.png 768w, http:\/\/discompose.unina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/locandina-Lezione-7-dic-2020_Greco-713x1030.png 713w, http:\/\/discompose.unina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/locandina-Lezione-7-dic-2020_Greco-1038x1500.png 1038w, http:\/\/discompose.unina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/locandina-Lezione-7-dic-2020_Greco-488x705.png 488w, http:\/\/discompose.unina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/locandina-Lezione-7-dic-2020_Greco-450x650.png 450w, http:\/\/discompose.unina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/locandina-Lezione-7-dic-2020_Greco.png 1240w\" sizes=\"(max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-6402\" src=\"http:\/\/discompose.unina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/La-memoria-dei-salvati_libro-113x150.jpg\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"286\" srcset=\"http:\/\/discompose.unina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/La-memoria-dei-salvati_libro-113x150.jpg 113w, http:\/\/discompose.unina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/La-memoria-dei-salvati_libro.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 215px) 100vw, 215px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo studio delle emergenze di massa, specie negli ultimi decenni, ha richiamato l\u2019attenzione di numerosi studiosi che, attraverso metodologie disciplinari differenti, hanno esaminato l\u2019impatto e l\u2019elaborazione del trauma da parte dei sopravvissuti. 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